Dal cantiere all'alta quota un casco per ogni sfida
15 luglio 2026
Nel settore dell’edilizia, dell’industria e dell’impiantistica, il casco da lavoro non è semplicemente un obbligo di legge, ma il confine sottile tra un imprevisto e la massima sicurezza. Nei cantieri moderni, dove i rischi legati a carichi sospesi, urti laterali o cadute dall'alto sono quotidiani, indossare un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) d'eccellenza è fondamentale. La progettazione Kapriol nasce proprio per superare il vecchio mito del casco scomodo, coniugando l'ingegneria dei materiali con un comfort senza precedenti per l'intera giornata lavorativa.
La forza della proposta Kapriol sta nella capacità di diversificare le strutture in base al rischio specifico. Laddove serve la massima capacità di dissipazione dell'energia d'urto, i caschi utilizzano gusci rigidi progettati per proteggere la scatola cranica in modo mirato, rispondendo alle esigenze di chi lavora a terra, in prossimità di impianti elettrici o ad alta quota.
Per chi svolge lavori in altezza, il modello di riferimento è il casco Airkap Plus. Leggero e confortevole, è dotato di calotta in ABS con 8 fori di ventilazione per la termoregolazione e di un'imbottitura interna in spugna antisudore e antibatterica. La sua caratteristica fondamentale è il sottogola a 4 punti a norma EN 397, dotato di un sistema di sgancio intelligente che si apre tra i 15 e i 25 kg per prevenire il rischio di strangolamento. Offre inoltre una regolazione micrometrica della calzata azionabile anche con i guanti e un retro personalizzabile con sticker adesivi.
Per le attività di cantiere tradizionali, la risposta è il modello Kapriol Prokap (norma EN 397) in robusto ABS, che si distingue per l'interno in tessuto a ottima aderenza, fori di areazione superiori e una rotella di regolazione rapida. Per chi necessita di protezione dai rischi elettrici, la gamma propone il casco da cantiere in PVC antiurto: un modello dielettrico certificato per contatti accidentali fino a 440 V in corrente alternata, equipaggiato con 6 punti di ancoraggio alla calotta.
L'attenzione di Kapriol si estende anche ai contesti di logistica o officina dove non serve un casco strutturale, ma una barriera contro ferite superficiali. Il cappellino antiurto (norma EN 812) unisce la praticità di un cappello con visiera alla sicurezza di una conchiglia interna in ABS con inserti ammortizzanti in EVA, regolabile con chiusura in velcro.
Il vero valore aggiunto di questi dispositivi è la predisposizione per integrare gli accessori in modo semplice e immediato, personalizzando la protezione per ogni mansione. I modelli Prokap e in PVC sono già dotati di fessure per l'aggancio rapido di cuffie antirumore. Chi sceglie la linea Airkap Plus può invece completare l'attrezzatura con componenti dedicati: la visiera protettiva in rete ruotabile in due posizioni, gli occhiali per casco regolabili e utilizzabili anche sopra gli occhiali da vista, e le cuffie antirumore Silver 30 Kap con attacco a baionetta e regolazione scorrevole.
Scegliere la protezione per la testa Kapriol significa affidarsi a soluzioni versatili capaci di trasformare i requisiti normativi in vantaggi concreti sul campo. Che si tratti di un intervento in quota con l'Airkap Plus, di operare su impianti sotto tensione o di muoversi in magazzino con il cappellino antiurto, Kapriol offre la risposta esatta per ogni professionista.
Investire sulla qualità dei propri DPI significa elevare gli standard della tua attività con strumenti dal design moderno, ergonomico e dall'affidabilità senza compromessi.